Come e perchè fertilizzare la nostra vasca

Una doverosa premessa è scrivere che il sottoscritto non è ne un chimico ne un agronomo quindi, quanto scritto di seguito, sarà necessariamente una trattazione semplice dell'argomento ma, spero, non troppo superficiale.

Altra doverosa premessa è scrivere che i quantitativi indicati sulle confezioni valgono, in genere, per vasche mediamente piantumate, il 'quanto' lo sanno solo i rispettivi produttori.

Questo significa che, per poche piante e/o in fase iniziale i dosaggi indicati sulla confezione vadano mediamente diminuiti mentre, in caso di acquari molto piantumati, questi debbano anche essere aumentati previa misurazione dei consumi.

Sia che abbiamo preparato la nostra acqua di osmosi, reintegrandone KH e GH come spiegato qui, sia che utilizziamo acqua di rubinetto, se decidiamo di coltivare piante nella nostra vasca dovremo sottostare al soddisfacimento delle loro necessità nutritive.

Anche se potrebbe sembrare strano, nell'insieme dei 'fertilizzanti' rientrano pienamente, e ne sono fondamentali componenti, l'illuminazione e la CO2.

Come sempre non possiamo iniziare lo studio di una cosa senza avere delle basi certe e ben definite, vediamo quindi quali sono i componenti chimici di cui e costituita una pianta esaminandone il peso secco:
 

Cosa significa la scritta 'mobile' messa a fianco di alcuni elementi ?

Semplicemente che la pianta può spostare, in caso di carenza, tali elementi li dove sono necessari, generalmente dalla parte vecchia verso quella giovane. Foglie vecchie e malandate non 'guariranno' mai, per osservare i miglioramenti di una pianta dobbiamo sempre guardare le nuove foglie.

Partendo da questi elementi, e dalla loro quantità in percentuale, si può capire cosa serve alle piante per crescere e, con un po di sforzo in più, anche i rapporti quantitativi tra i vari elementi come vedremo in parte alla fine del post.

NB. le quantità indicate in tabella derivano dal peso medio di svariate piante. Questo non significa che alcune tipologie di piante preferiscano/richiedano quantitativi differenti di elementi nutritivi (ad esempio più Potassio, più Fosforo, meno Ferro ecc. ) ... ma, dato che difficilmente avremo in vasca una sola tipologia di piante, tali valori medi vanno più che bene per i nostri scopi anzi, per il motivo appena detto è consigliabile avere un buon numero di specie di piante in vasca.

Metodi di fertilizzazione

La fertilizzazione in acquario può essere effettuata sia attraverso il fondo sia attraverso l'acqua sia, ovviamente, attraverso entrambe le forme (con tutte le possibili varianti del caso).

Fertilizzare tramite il fondo significa integrare gli elementi nutritivi nel fondo, tramite terricci fertili o tramite pasticche di fertilizzante da interrare, in modo che le radici delle piante possano utilizzarli. (parliamo ovviamente di piante che normalmente usano le radici come fonte di approvvigionamento dei nutrienti, le Anubias ad esempio usano le radici solo per aggrapparsi al proprio supporto e prendono i nutrienti attraverso le foglie)

Fertilizzare attraverso l'acqua significa integrare l'acqua della vasca con tutti gli elementi nutritivi in modo che le piante possano prelevarli ed utilizzarli attraverso le foglie. (anche se in maniera un po forzata tutte le piante 'campano bene' anche con la sola fertilizzazione in colonna ... ma serve un po più di 'pazienza' nel dosare tutto per bene)

Ricordiamoci che le radici delle piante spesso sono più grandi della pianta stessa, almeno di quella parte della pianta che esce fuori dal substrato:

Vediamo adesso una breve carrellata dei pro e contro dei vari tipi di fertilizzazione:

Uso del fondo fertile:

il fondo fertile può, e deve, essere posizionato al di sotto del substrato, quindi può essere inserito solo in fase di allestimento o riallestimento della vasca, la sua durata è di circa 8 - 12 mesi dopo di che va comunque reintegrato come del semplice ghiaino (casi particolari a parte come, per esempio, fondi ad alta CEC - Cation Exchange Capacity o fondi vecchi di anni in cui parte del processo di trasformazione dell'organico in inorganico sia cominciato ... ma non complichiamoci troppo le cose)
Per quanto possibile non deve mai venire a contato diretto con l'acqua della vasca, specie nei primi mesi di utilizzo, dato che potrebbe 'inquinarla' di notevoli quantità di fertilizzante e quindi causare un proliferare di alghe. Tale caratteristica diventa ancora più un problema quando siamo costretti, per la normale manutenzione o per variazione nel layout, a sradicare o spostare una pianta le cui radici saranno ben ramificate nel substrato e nel fondo fertile. (piccolo esempio: la mia cryptocoryne wendtii brown ha fatto radici per ben oltre il metro e venti di lunghezza della mia vasca, anche dopo averla sradicata mi ritrovo, a distanza di anni, con piantine che spuntano ovunque ... non vi dico cosa può fare una piccola Echinodorus ...)
Il 'pro' del fondo fertile è che abbiamo una grande riserva di nutrienti, a disposizione per le piante, che non è a contatto diretto con l'acqua ... e le sempre onnipresenti alghe.

Uso delle Tabs:

le tabs per il fondo non sono altro che pasticche di fertilizzante compresso che possono sciogliersi più o meno lentamente nel fondo reintegrandone gli elementi nutritivi persi nel tempo e consumati dalle piante.
Queste possono contenere tutti o parte degli elementi nutritivi, bisogna quindi conoscerne la composizione e non basarsi sulla sola 'descrizione pubblicitaria' scritta dal produttore.
Esistono pasticche complete, che includono quindi anche Azoto e Fosforo (NO3 e PO4), pasticche generiche, che includono solo i principali elementi, e pasticche specifiche per il reintegro di singoli elementi come per esempio il Ferro e micro.
La comodità delle tabs è che possono essere messe li dove servono, quindi quasi in prossimità della pianta (normalmente ad almeno 2 - 4 centimetri di distanza dalla pianta), garantiscono una buona durata nel tempo ma, legandosi facilmente alle radici delle piante, possono anche provocare qualche piccolo disastro se, estraendo una pianta dal fondo, ci tiriamo via una serie di pasticche che possono inquinarci l'acqua e molto difficilmente possono essere reinterrate. (in questa evenienza è meglio sifonare la zona aspirando i resti delle pasticche)

Fertilizzazione in colonna:

intendendo colonna come colonna d'acqua, l'acqua della vasca in tutta la sua altezza per capirci, tale fertilizzazione è, allo stesso tempo, la più semplice ma la più laboriosa.
Fertilizzare in colonna significa versare in acqua fertilizzante liquido che, come per le tabs, può essere sia completo, sia generico e sia specifico per i singoli elementi nutritivi.

Questo ci permette di 'fertilizzare' in maniera specifica integrando solo gli elementi carenti e, sapendo casa fare, a volte fa la differenza risolvendo eventuali 'problemi' in maniera mirata e con poca spesa.

Normalmente le case produttrici suddividono i componenti, delle proprie linee di fertilizzazione, in diverse tipologie di flaconi. Questo sia per proporre a noi utenti prodotti idonei alle nostre specifiche esigenze, sia perchè alcuni componenti non possono essere miscelati insieme pena la formazione di composti insolubili e quindi non più utilizzabili.

Esempio tipico è il Solfato di Magnesio con il Cloruro di Calcio che, se messi insieme, formano il Solfato di Calcio a bassissima solubilità che subito precipita sul fondo sotto forma di polvere bianca.

Per tale motivazione si consiglia, in genere, di utilizzare una linea di fertilizzazione tutta del medesimo produttore in quanto, vuoi per l'utilizzo di ben determinati sali, vuoi per il reintegro in un 'flacone' di eventuali carenze presenti in un altro 'flacone' o 'tabs' e viceversa, si presume che la linea completa del singolo produttore sia anche la migliore integrazione degli elementi nutritivi. Questa ovviamente non è una regola obbligatoria, ancor più se, i principali nutrienti, ce li prepariamo da soli in casa.

Tali liquidi sono composti da sali disciolti in acqua, sali contenenti le sostanze presenti nella tabella di cui sopra (oltre ad altri che, evidentemente, non ci servono), è quindi facilmente intuibile che possono anche essere a concentrazioni diverse per cui, un flacone da 100ml di una marca potrà essere anche molto differente rispetto il medesimo flacone da 100ml di altra marca commerciale ... e non è detto che la differenza di costo sia del tutto dettata dalla differente concentrazione degli elementi. Ovviamente avranno anche dosaggi di utilizzo differenti sia nelle quantità sia nei tempi.

Come misurare i consumi della vasca.

I 'consumi' della vasca sono facilmente quantificabili scrivendo sul diario di bordo della stessa tutte le misurazioni effettuate (test kit a reagente) e le quantità inserite.

Prendiamo come esempio la soluzione più difficile/complicata per i non addetti ai lavori ma, allo stesso tempo, più semplice da gestire:

ho i vari flaconi di fertilizzanti separati (NO3, PO4, KSO4, Fe + micro)

1. misuro gli NO3 in vasca prima del cambio (5mg/l)
2. faccio il cambio acqua ed aspetto almeno 30 minuti
3. misuro gli NO3 in vasca (4mg/l)
5. aggiungo 6 mg/l di NO3 in vasca (ne avrò quindi 10mg/l)

dopo una settimana misuro gli NO3 in vasca prima del cambio

1. 8 mg/l -> la vasca consuma 2mg/l di NO3 -> faccio il cambio acqua e non aggiungo nulla (mi basta avere in vasca 3 - 5 mg/l di NO3)

2. 2 mg/l -> la vasca consuma 8mg/l di NO3 -> faccio il cambio acqua e porto gli NO3 nuovamente a 10mg/l

3. 0 mg/l -> la vasca consuma 10mg/l di NO3 ... ma magari anche di più -> faccio il cambio ed aggiungo 15mg/l di NO3 e ritorno a fare la procedura la settimana successiva

Perchè mi mantengo più alto, anche se di poco, rispetto i consumi della vasca ?

Perchè le piante crescono e, aumentando la massa vegetale aumenteranno i consumi, il tutto vale al contrario se effettuo la potatura.

NB. è sempre consigliabile non potare l'intera vasca ma suddividere la potatura in due o più fasi distinte (ad esempio: una settimana la parte destra e l'altra la parte sinistra). In questo modo i consumi resteranno più o meno invariati (ma non è mai una certezza).

Fatto questo saprò che ogni settimana devo inserire in vasca quanto viene consumato dalla stessa e tarerò la fertilizzazione in base al consumo.

Per i restanti elementi, tranne il Potassio purtroppo non facilmente misurabile, abbiamo a disposizione i soliti kit a reagente ed il sistema è sempre lo stesso.

Gli elementi nutritivi

Come ben sappiamo esistono piante a crescita veloce e piante a crescita lenta (e le innumerevoli variazioni sul caso). Sembra quindi logico, ma è bene ribadirlo, che in base alla velocità di crescita di una pianta dovremo fornire minori o maggiori quantità di fertilizzante.[/B]
Diciamo che il termine 'minore' o 'maggiore' è anche esso sbagliato, dobbiamo fertilizzare il giusto, carenze o eccessi porteranno alla crescita stentata delle piante e quindi al proliferare delle alghe.

Quello che spesso si 'consiglia', cioè di inserire piante a rapida crescita per contrastare le alghe, più spesso di quanto si pensi ne agevola semplicemente il proliferare. In questo caso è utile ricordare la Legge di Liebig che afferma che la crescita è controllata non dall'ammontare totale delle risorse naturali disponibili, ma dalla disponibilità di quella più scarsa

Quindi, se il problema alghe è dovuto ad una qualche carenza di nutrienti, inserendo piante a crescita rapida tale carenza diverrà ancora più stringente ... con le conseguenze del caso.
Tipico esempio a riguardo sono carenze di NO3, PO4 o Carbonio (CO2)

A questo si aggiunga che, un eccesso di alcuni elementi (mi vengono a mente Sodio e Potassio) impedisce l'assorbimento di altri (Calcio e Magnesio, nel caso dell'esempio in questione) causandone quindi una carenza nutritiva che non è una carenza (come sembrerebbe dai sintomi delle piante) ma bensì un eccesso di altri elementi.

Come sempre abbiamo solo una cosa su cui basarci ... il nostro cervello ... per cui è bene che sia sempre acceso.

Il Carbonio (C)

Guardando i numeri della tabella precedente dovrebbe essere chiaro che il Carbonio è il principale nutriente delle piante, detto molto in breve il Carbonio è il costituente della struttura 'ossea' della cellulosa di cui sono formate le piante.

Le piante terrestri hanno grosse quantità di Carbonio disponibile sfruttando la CO2 ambientale, quelle acquatiche hanno qualche problema in più e, spesso, tale nutriente è un fattore limitante per la crescita. (se le piante acquatiche arrivano a pelo acqua ovviamente non hanno più problemi di accesso alla CO2 prendendola dall'aria)

Possiamo fornire Carbonio alle piante tramite CO2 o tramite sue forme organiche (ad esempio Excel, Easy Carbo e simili).

I batteri presenti nel filtro e nel fondo producono a loro volta un certo quantitativo di CO2 (in vasche ben mature tale produzione può diventare molto consistente causando abbassamenti notevoli del pH come ben sapevano gli acquariofili di molti anni fa) così come anche le piante stesse producono piccole quantità di CO2 durante la loro 'respirazione', che ricordo avviene 24/24h, ma questa non fa testo nel calcolo complessivo essendo irrilevante.

In vasche giovani e con poche piante a crescita lenta, essendo i consumi quasi nulli, possiamo fornire CO2 anche tramite lo scambio gassoso aria - acqua semplicemente movimentando la superficie dell'acqua in modo che la CO2 consumata venga reintegrata da quella presente in atmosfera (Anubias e poche altre piante simili).

Il sistema comunque migliore, più pratico e regolabile, per fornire Carbonio alle nostre piante è il classico impianto a CO2 con bombola ricaricabile.

Idrogeno (H) ed Ossigeno (O)

Idrogeno ed Ossigeno vengono prelevati dall'acqua dove sono facilmente disponibili
Ricordo solo che la presenza di Ossigeno in vasca è imprescindibile per avere una vasca funzionale, quindi va sempre ricercata il più possibile e verificata in caso di problemi.

L'Azoto (NO3)

Iniziamo dal primo nutriente, come quantità, da controllare ed eventualmente reintegrare in vasca.
Da quello che so le piante consumano Azoto sotto forma sia di Ammonio (NH4+), forma tossica di Azoto, sia sotto forma di Nitrato (NO3-) forma molto meno tossica di Azoto in vasca ma trasformandolo prima in NH4+ con dispendio di energie, cosa che le alghe hanno in difetto rispetto le piante superiori.
Alcune alghe riescono anche a sfruttare l'Azoto gassoso disciolto in vasca ma, normalmente viene preferito dalle alghe l'Azoto sotto forma di Ammonio.

Se abbiamo pesci in vasca, l'Azoto dovrebbe essere facilmente in eccesso come NO3 dato che i pesci producono Ammonio ed il Ciclo dell'Azoto (filtro biologico, fondo ecc.) lo trasforma in Nitrato (NO3).

Difficilmente troveremo fertilizzanti commerciali generici (fertilizzanti per acquario ovviamente, quelli per giardinaggio spesso ne hanno quantità esagerate) che contengano NO3 ma, se abbiamo molte piante in vasca, inevitabilmente finiremo per averne carenza, specie se alcune delle nostre amate piantine sono a crescita rapida e quindi richiedono molti nutrienti con i quali costruirsi.

Per fornire NO3 in vasca ci sono due possibilità, ricercare ed acquistare prodotti commerciali appositi e/o usare il fai date acquistando in farmacia o para-farmacia (ma anche nei garden forniti) il fertilizzante più utilizzato al mondo: il Nitrato di Potassio (probabilmente ci sono anche altri sali per reintegrare l'Azoto ma consideriamo in KNO3 come l'unico sale utilizzabile)

Se avete memorizzato bene la tabella degli elementi capirete facilmente perché il KNO3 sia uno dei fertilizzanti più utilizzati, fornisce contemporaneamente sia Azoto sia Potassio

Come si usa il Nitrato di Potassio (KNO3) ?

Lo utilizzeremo allo stesso modo degli altri prodotti fertilizzanti con la differenza che prepareremo noi il nostro flaconcino da 500ml.

Acquistata la polvere, ci servirà una bilancia 'decente' che pesi anche i grammi, il minimo è una digitale da cucina ... se possiamo avere di meglio ovviamente ben venga

Per sapere il contenuto in peso (grammi) del nostro sale dobbiamo prima conoscerne il peso molecolare (i numeri che leggete sono il peso molecolare dell'elemento in questione)

KNO3 formato da K = 39.098 + N = 14.006 + O3 = 15.999*3
Peso molecolare totale = 101.101

In acqua si suddivide in K+ (pm = 39.098) e NO3- (pm = 62.003)

Su di 1 grammo di KNO3 avremo quindi:

62.003 / 101.101 = 0.613g di NO3-
39.098 / 101.101 = 0.387g di K+

ps. non dimentichiamoci del grado di idratazione, come spiegato qui, che influisce sui calcoli.

Se in 156 litri devo aumentare gli NO3 di 7mg/l (milligrammi per litro) dovrò inserire 7*156 = 1.092 milligrammi di NO3 quindi 1,092 grammi di NO3 quindi 1,092/0,613 = 1,78 grammi di KNO3

Rileggete bene se mi sono spiegato male (ma c'è anche la possibilità che non abbiate capito voi )

Per non impazzire con questi calcoli ogni volta, e considerando che il litraggio della nostra vasca è costante, ci facciamo una bottiglietta di soluzione ad una precisa concentrazione in modo tale che, prelevando con la siringa una determinata quantità di liquido sapremo che inseriamo in vasca una ben precisa quantità di NO3

Esempio: preparo una soluzione che per ogni ml (millilitro) mi aumenta in vasca gli NO3 di 10 mg/l (che la mia vasca sia da 20 litri o da 150 litri mi basterà ricordare che per ogni ml aggiungo in vasca 10mg/l di NO3 ... ma sempre meglio scriverlo sulla bottiglia in maniera indelebile !!!)

Ovviamente saremo noi a decidere i 'numeri', l'unica cosa che non possiamo decidere è la solubilità del sale in acqua che dipende, ed è ben definita, per ogni tipologia di sale.

Sono contrario alle formule fisse, come sempre ci sono molte strade per arrivare alla stessa destinazione, proviamo a prendere i valori che decidiamo/conosciamo e poi ricaviamoci una formuletta:

- bottiglietta da 500ml (quelle di qualche bevanda gassata vanno più che bene e sono comode)
- litri netti della vasca (io faccio l'esempio per una vasca da 150 litri, ovviamente dovrete utilizzare i litri netti delle vostra vasca)
- 0.613g di NO3- per ogni grammo di KNO3
- 320 g/l a 20°C la solubilità del KNO3 (quindi in 500ml potremo sciogliere al massimo 160g di KNO3)

Diciamo che la vasca è da 150 litri netti e voglio creare una soluzione che mi aumenti di 1mg/l gli NO3 in vasca con 1ml di soluzione, in pratica se voglio aumentare gli NO3 in vasca di 10 mg/l dovrò prelevare e versare 10 ml della soluzione della bottiglietta.

1mg/l sarà pari a 0,001 g/l che, per 150 litri, diventerà 0,15 g/l

quindi se metto 0,15 g di NO3 in un litro d'acqua e verso il tutto in 150 litri (149 litri per i più pignoli ) avrò aumentato di 1 mg/l gli NO3 in vasca

Noi però abbiamo polvere di KNO3

Sappiamo che in ogni grammo di KNO3 abbiamo 0,613g di NO3 quindi per avere 1 grammo di NO3 dobbiamo pesare 1/0,613 = 1,631g di KNO3

1,613 * 0,15 = 0,244g di KNO3 che sciolti in un litro di acqua aumentano di 1 mg/l gli NO3 di 150 litri di vasca (giusto ?)

Devo preparare 500 ml di tale soluzione quindi:

0,244 * 500 = 122g di KNO3 da sciogliere nei nostri 500 ml (che rientrano perfettamente nei limiti di solubilità del KNO3, ricordate ? )

Prendiamo la nostra bottiglietta, la laviamo per bene con detersivo, la sciacquiamo abbondantemente con acqua di rubinetto e la sciacquiamo più volte con un po di acqua di osmosi in modo che sia bella pulita e quasi vergine.

Inseriamo 300ml di osmosi più che buona (o acqua bidistillata presa in farmacia) ed inseriamo molto lentamente 122g di KNO3 agitando spesso.
Portiamo il tutto a 500 ml aggiungendo altra osmosi o bidistillata.

Scriviamo bene sulla bottiglietta cosa abbiamo inserito, il quantitativo di sale ed il quantitativo di utilizzo

esempio:

KNO3
122 grammi

1ml -> 1mg/l x 150 litri

Se avete più vasche fate le debite proporzioni e scrivete i quantitativi per ogni vasca, vi tornerà utile

Come avranno notato i più attenti (gli altri tutti rimandati a Settembre ... anzi no, ad inizio topic ) inserendo NO3 in vasca si inserisce anche Potassio e possiamo facilmente calcolare quanto ne inseriamo in vasca per ogni mg/l di NO3:

Su di 1 grammo di KNO3 avremo quindi (ricordate il peso molecolare ?):

62.003 / 101.101 = 0.613g di NO3-
39.098 / 101.101 = 0.387g di K+

facendo la proporzione (o fatevi i calcoli che volete)

0,613 : 1 = 0,387 : x

x = (1 * 0,387) / 0,613 = 0,631

quindi per ogni mg/l di NO3 aggiungeremo anche 0,631 mg/l di K (Potassio)

Dovremo quindi prestare attenzione ad un eventuale dosaggio di solo Potassio riducendone la quantità o eliminandola del tutto.

Il Potassio (K)

Per reintegrare il Potassio in vasca esistono svariati sali, ne citerò alcuni iniziando da quello più semplice e solitamente usato per reintegrare il solo Potassio (K):

Solfato di Potassio (K2SO4)
Bicarbonato di Potassio (KHCO3)
Carbonato di Potassio (K2CO3)
Cloruro di Potassio (KCl) - si trova facilmente nei sali da cucina iposodici
Nitrato di Potassio (KNO3)

Vediamo come preparare la nostra bottiglietta di Solfato di Potassio (K2SO4)

Iniziamo calcolandone il peso molecolare:

K2SO4 = Kx2 + S + Ox4 = 39.098x2 + 32.066 + 15.999x4 = 174.258

ovviamente a noi interessa sapere quanto Potassio avremo su di un grammo di K2SO4 (ma è altrettanto importante sapere quanto solfato inseriremo in vasca dato che spesso questi 'secondi elementi' possono facilmente diventare elementi in eccesso e quindi dannosi)

Su di 1 grammo di K2SO4 avremo:

pm Potassio / pm totale = 78.196 / 174.258 = 0.449g di K+

ma avremo anche

pm Solfato / pm totale = 96.062 / 174.258 = 0.613g di SO4--

ora se io voglio 1 grammo di potassio dovrò pesare 1 / 0.449 = 2.227g di K2SO4 sapendo che, in questi ci saranno anche 2.227 x 0.613 = 1.365g di Solfato

Voglio dosare 10mg/l di Potassio in vasca, quindi dosare 0.010g di potassio per ogni litro della vasca, quindi 0.02227g di K2SO4 per ogni litro della vasca.

Considero il mio acquario da 200 litri, se devo aggiungere 10mg/l di Potassio nella mia vasca dovrò aggiungere:

0.02227 x 200 = 4.454g di K2SO4

Mi preparerò una soluzione di cui 10ml mi forniscono 10mg/l per la mia vasca da 200 litri, basta fare 4.454 x (500 / 10) = 222.7g di K2SO4 da versare nella bottiglie e successivamente riempirla di acqua RO fino a raggiungere un volume di 500ml.

In questo caso c'è un grosso problema, la solubilità massima del K2SO4 è di 111g/l alla temperatura di 20°C, quindi non riuscirò mai a sciogliere 222.7g in 500ml

Rifaccio i calcoli in ribasso, preparo una soluzione che mi permetterà di avere 10mg/l di Potassio utilizzandone 50ml:

4.454 x (500 / 50) = 44.54g di K2SO4

Si può anche pensare che, di questa soluzione, per aumentare di 1mg/l il potassio in vasca devo versarne 5ml (consiglio di scrivere sulla bottiglia il dosaggio dato che è facile dimenticarsi).
Se io voglio dosare 7mg/l di K+ basta dosare 7 x 5 = 35ml di soluzione

Visto questo non resta che capire quanto Potassio dosare:

Partendo dal peso secco rilevato nelle piante abbiamo una concentrazione N/P/K -> 7/1/10 (concentrazioni ideali)

NO3 => 14,003 + 15,999*3 => 62 (peso atomico N + peso atomico O3)

PO4 => 30,973 + 15,999*4 => 94,969 (peso atomico P + peso atomico O4)

in una molecola di NO3 abbiamo 14.003/62 => 0.225 di N
in una molecola di PO4 abbiamo 30.973/94.969 => 0.326 di P

Se in una molecola di NO3 abbiamo 0.225 di N basterà fare 0.225 diviso 7 per 10 = 0.3214 quindi, dopo aver misurato gli NO3 presenti in vasca moltiplicare tale valore per 0.3214

Supponendo di avere 10mg/l di NO3

10 x 0.3214 = 3.124mg/l di K

Si potrebbe anche fare il calcolo tramite la concentrazione di Fosfato

Se in una molecola di PO4 abbiamo 0.326 di P basterà fare 0.326 diviso 1 per 10 = 3.26 quindi, dopo aver misurato i PO4 in vasca moltiplicare tale valore per 3.26

Come vedete le approssimazioni contano parecchio però, noi siamo acquariofili non geometri o chimici (e che le due categorie mi perdonino)

Il Potassio comunque può essere dosato in maniera più abbondante, difficilmente causa eccessi, ma bisogna stare attenti a che esso non superi il doppio della concentrazione del Calcio in vasca. Se avete dubbi misurate il Calcio presente in vasca e verificate il vostro dosaggio di Potassio.

Ricordate che eccessi di Potassio, per quanto difficili da avere, causano apparenti carenze di Calcio e Magnesio.

Il Calcio ed il Magnesio (Ca - Mg)

Riguardo questi due elementi dico solo che sono i principali, se non gli unici, componenti del GH. A riguardo ho già scritto parecchio e trovate il tutto qui:

Osmosi, KH e GH

Fosforo (P)

La carenza di fosforo dà un aspetto e una crescita stentata alla pianta e le foglie assumono un colore verde molto scuro. La carenza di fosforo inoltre rallenta la maturazione della pianta.
L'eccesso di fosforo aumenta molto l'apparato radicale con una maggiore crescita delle radici rispetto alla chioma, e quindi attiva uno squilibrio funzionale. Può giovare quindi in determinate situazioni, quando sia richiesta una sollecita produzione di radici, ma se questo eccesso persiste può andare a danno della chioma.
Normalmente si ritiene che le piante prediligano l'assorbimento del Fosforo tramite le sole radici, io sono dell'idea che, in ogni caso, le piante finiscano con il 'recuperare' il nutrimento ovunque esso si trovi, quindi sia se presente nel fondo sia se presente solamente in colonna.

Il sistema attualmente più economico e semplice, costa circa 2 euro in farmacia, per dosare Fosforo in vasca è il Clismalax.

Descrizione medica: CLISMA LAX “soluzione rettale” flaconi da 133 ml Clistere evacuativo monouso pronto all’uso.

Il Clismalax contiene (quello che ho io, non sempre la formulazione è la stessa, basta cambiare i dati numerici e il resto si calcola nello stesso modo operativo):

Fosfato sodico monobasico anidro g.13,91 (NaH2PO4)
Fosfato sodico bibasico anidro g.3,18 (Na2HPO4)

Se vado a calcolare il peso atomico dei due sali (anidri) otterrò:

NaH2PO4 = Na + H*2 + P + O*4 = 23 + 1*2 + 31 + 16*4 = 120 (peso molecolare totale)

Na2HPO4 = Na*2 + H + P + O*4 = 23*2 + 1 + 31 + 16*4 =142 (peso molecolare totale)

PO4 = P + O*4 = 31 + 16*4 = 95

nel NaH2PO4 il PO4 è pari a 95/120 = 0.792

nel Na2HPO4 il PO4 è pari a 95/142 = 0.669

1 grammo di NaH2PO4 contiene 792 mg di PO4 che per i 13.91 grammi del Clismalax danno 11,017 grammi PO4
1 grammo di Na2HPO4 contiene 669 mg di PO4 che per i 3.18 grammi del Clismalax danno 2,127 grammi PO4

quindi 100ml di Clismalax contengono 13,144g di PO4 e 1ml di soluzione contiene 131 mg di PO4

Possiamo ricavare una formuletta semplice per sapere quanto Clismalax dosare in base sia al valore di PO4 che vogliamo raggiungere sia al litraggio netto della nostra vasca:

PO4 (mg/l) x litri netti (l) diviso 131 = ml di Clismalax da dosare in vasca

Esempio: voglio dosare 1 mg/l di PO4 in una vasca da 200 litri (perchè ho i Nitrati a 10 mg/l)

1 * 200 / 131 = 1,53 ml di Clismalax da dosare in vasca

Facendo dei test dei PO4 in vasca ed aggiungendo quantità idonee per passare da un valore all'altro, della scala del nostro test, possiamo anche verificare se il test in nostro possesso è ancora valido o meno.

Ho approssimato molto i calcoli ma, visto le quantità in gioco, la cosa va bene comunque e non crea problemi in vasca.

Ricordo il rapporto consigliato NO3:PO4 di circa 10:1 rispettivamente.

Zolfo (S)

Lo zolfo viene usato e metabolizzato subito a livello delle radici e viene traslocato come tale, non creando problemi alla pianta. In condizioni normali non si riscontrano carenze di zolfo perché tutti i sali integratori che inseriamo in vasca sono ricavati in maggioranza da Solfati di ... e quindi facilmente ne avremo anche in eccesso.
Una carenza di Zolfo si mostra con l'ingiallimento della pianta a partire dalle foglie più giovani.

Ferro (Fe) e micro elementi (quindi tutti gli altri che restano in elenco)

Raccomandando di utilizzare per Ferro e microelementi prodotti commerciali già dosati per le nostre necessità (al contrario dei prodotti ad uso agricolo), generalmente associati in soluzioni uniche (quindi medesimo flaconcino) vale la regola della misurazione, con kit a reagente, del Ferro.

Si misura il Ferro ad inizio dosaggio e si rimisura a fine settimana (o al successivo dosaggio previsto dalle istruzioni). Dovremo sempre trovare un valore minimo prima del successivo dosaggio (0,05 o 0,1 mg/l). Se ne troviamo di più riduciamo il dosaggio, se ne troviamo di meno lo aumentiamo.

NB. questa metodologia non è valida per gli integratori di Ferro gluconato (non chelato, ad esempio prodotti Seachem), per tali prodotti la misurazione deve essere sempre prossima allo zero ed il dosaggio è consigliabile che sia giornaliero vista la facilità con cui il Ferro gluconato viene degradato e quindi precipita sul/nel fondo. Seguite sempre le indicazioni della casa costruttrice.

La degradazione sia del Ferro gluconato sia dei chelanti utilizzati per il Ferro chelato sono principalmente un paio: Ossigeno e Illuminazione, per i chelanti interviene anche il pH dell'acqua. Viene da se che in vasche fortemente illuminate e con molte piante conviene dividere la fertilizzazione settimanale in un paio di dosaggi, per le altre va bene il dosaggio settimanale ... ma valgono sempre le indicazioni della casa produttrice indicate in etichetta

Facciamo qualche piccolo esempio tanto per essere più chiari:

Misuro il Ferro in vasca trovando 0,1mg/l (valore sufficiente)
Cambio l'acqua e ricontrollo il Ferro, ancora a 0,1 ... va bene e non aggiungo nulla

Al prossimo cambio (diciamo dopo una settimana) rimisuro il Ferro prima di fare il cambio trovandone 0 mg/l

Faccio il cambio acqua ed aggiungo la quantità di Ferro indicata per il litraggio della vasca
Ricontrollo il Ferro in vasca (almeno dopo 30 - 60 minuti)

Trovo il Ferro a 0,4mg/l

Dopo un altra settimana (quindi al prossimo cambio acqua) ricontrollo il Ferro trovandone 0,1mg/l, questo significa che la vasca consuma 0,3mg/l di Ferro e quindi posso ridurre un po la quantità di Fertilizzante e/o, se non ho problemi, mantenere tale quantitativo.

Se ne avessi trovato 0,3 avrei dovuto ridurre di parecchio il quantitativo indicato in etichetta, se ne avessi trovato 0mg/l ne avrei messo un pochino di più o, per far meglio, avrei dovuto monitorare l'andamento del Ferro durante la settimana e vedere quando diventa nullo in modo da aumentare il quantitativo con le dovute proporzioni.

Spero di essere stato chiaro.

 

Luigi