Macro e Micro elementi

Faccio una premessa veloce con la distinzione degli elementi nutritivi delle piante.

I primi 9 vengono chiamati Macro Nutrienti gli altri 7 sono i Micro Nutrienti, la motivazione, guardando le percentuali di peso secco medio nelle piante, credo salti facilmente all'occhio. Ho indicato con la dicitura 'mobile' quegli elementi che la pianta può spostare da una parte all'altra del proprio sistema, quindi eventuali carenza di questi elementi si noteranno quasi sicuramente nelle foglie più vecchie della pianta.

 

 

Diventa molto importante riuscire a capire sintomi di carenze/eccessi distinguendo per prima cosa se questi si manifestano sulla parte nuova della pianta o sulla parte vecchia.

Io, per il momento, sono dell'idea che le piante debbano avere tutti gli elementi nutritivi in quantià leggermente oltre la sufficienza e non essere limitate per paura di proliferazioni algali in vasca. Le alghe fanno comunque parte del 'sistema' vasca e, anzi, la casistica letta in questi 2 anni di hobby mi ha sempre confermato che, più si cerca di limitare qualche elemento più facilmente le aghe prenderanno il sopravvento, un caso tipico è la brutta fama che hanno ancora oggi Nitrati (NO3) e Fosfati (PO4).

Cercherò, nel mio piccolo, di evidenziare  la funzione che questi elementi hanno nella pianta e successivamente la risposta che la pianta ha nel caso che l'elemento sia in difetto o in eccesso.

AZOTO

L'azoto viene assorbito sotto forma di Nitrati (N03) e di ione Ammonio (NH4). Il sintomo più evidente, quando c'è limitazione di disponibilità di azoto è la clorosi delle foglie. Specialmente quelle vecchie perdono il colore verde caratteristico. L'eccesso di azoto determina foglie molto verdi e radici poco sviluppate.
Somministrando troppo azoto c'è quindi un grosso sviluppo della parte superiore della pianta e un limitato accrescimento dell'apparato radicale fina a un vero e proprio deperimento della pianta, in questo caso l'eccesso è più dannoso della carenza.

POTASSIO

La carenza di potassio provoca la clorosi non soltanto delle foglie vecchie ma anche di quelle basse in genere, accompagnato poi da forme di necrosi a macchie scure dove il tessuto degenera.
La carenza di potassio è quasi un 'classico' negli acquari. Poiché il potassio si scambia facilmente con altri ioni monovalenti è difficile che si riveli un eccesso di potassio nel metabolismo della pianta, si potrebbe quindi evidenziare in una carenza di altri elementi.

CALCIO

Il calcio può creare problemi perché è poco traslocabile, cioè precipita facilmente in sali insolubili, per cui non è più disponibile. I danni da carenza si manifestano a livello delle foglioline giovani e delle radici con foglie giovani tutte frastagliate ed accartocciate. La presenza del calcio è molto importante per la moltiplicazione cellulare.

MAGNESIO

Il magnesio si ritrova in tutte le molecole della clorofilla ed è essenziale per la loro attività. In carenza di Magnesio si ha una clorosi internervale nelle foglie vecchie, con foglie chiazzate.

FOSFORO

Il fosforo viene assunto sotto forma di anidride fosforica. Appena entrato nel tessuto vegetale viene organicato molto rapidamente, cioè fissato dalle molecole organiche, e per questa via traslocato molto velocemente nella pianta stessa, trasportato dal flusso della linfa grezza e poi da quella elaborata. La carenza di fosforo dà un aspetto e una crescita stentata alla pianta e le foglie assumono un colore verde molto scuro. La carenza di fosforo inoltre rallenta la maturazione della pianta.
L'eccesso di fosforo aumenta molto l'apparato radicale con una maggiore crescita delle radici rispetto alla chioma, e quindi attiva uno squilibrio funzionale. Può giovare quindi in determinate situazioni, quando sia richiesta una sollecita produzione di radici, ma se questo eccesso persiste può andare a danno della chioma.
Normalmente si ritiene che le piante prediligano l'assorbimento del Fosforo tramite le sole radici, io sono dell'idea che, in ogni caso, le piante finiscano con il 'recuperare' il nutrimento ovunque esso si trovi, quindi sia se presente nel fondo sia se presente solamente in colonna (per colonna intendo l'altezza dell'acqua presente in vasca). Una buona dimostrazione di questo, secondo il mio parere, è la possibilità di coltivazione di molte specie, comprese quelle ritenute più difficilotte, anche mantenendole semplicemente appoggiate sul fondo tramite dei pesi di varia natura.

ZOLFO

Lo zolfo viene usato e metabolizzato subito a livello delle radici e viene traslocato come tale, non creando problemi alla pianta. In condizioni normali non si riscontrano carenze di zolfo perché tutti i sali integratori che inseriamo in vasca sono ricavati in maggioranza da Solfati di ... quindi facilmente ne avremo anche in eccesso.
Una carenza di Zolfo si mostra con l'ingiallimento della pianta a partire dalle foglie più giovani.

CLORO

Viene assorbito come ione e tale rimane all’interno della pianta. Ha la funzione di stimolare la fotosintesi anche se ancora non sono chiare tutte le sue funzioni. Se manca le foglie necrotizzano e anche l’apparato radicale ne risente, infatti le radici non crescono. La carenza di cloro è comunque un fenomeno molto raro.
Certo se si usa solo acqua di osmosi, come me, potrebbe anche succedere.

FERRO

La mancanza di ferro provoca clorosi tra le nervature delle foglie giovani. Finora si è parlato di danni soprattutto nelle foglie vecchie, ma nel caso del ferro, e anche in parte nel calcio, i danni si manifestano soprattutto nei tessuti giovani.
La mancanza di ferro provoca clorosi perché la mancanza di questo elemento inibisce la formazione della clorofilla, che è la sostanza verde delle foglie attraverso le quali poi si effettua la fotosintesi e quindi la trasformazione dall'energia luminosa in energia fotochimica. Il ferro è poco solubile sia nel terreno ma pure nella pianta e si sposta con fatica anche perché spesso precipita a contatto con altri elementi e resta bloccato accumulandosi in vari distretti senza essere trasportato nel resto della pianta. Consiglio fortemente l'utilizzo di integratori di Ferro chelato per evitare i facili e dannosi accumuli di ferro nel fondo.
Un eccesso di Ferro può inibire l'asorbimento del manganese.
Consiglio, per l'integrazione del Ferro prodotti commerciali appositi per acquario che contengano sia Ferro che Microelementi (tutti chelati) in modo da evitare problematiche dovute a carenza di Microelementi e facilità di misurazione del Ferro (quindi anche dei Micro) tramite i comuni test ad uso acquariologico.

MANGANESE

Di solito è sempre presente in quantità necessarie ma la carenza comporta necrosi delle nervature e lesioni necrotiche diffuse.

BORO

Essenziale in quanto in sua assenza le piante superiori non riescono a completare il loro ciclo vitale. E’ coinvolto anche nella sintesi dei pigmenti colorati. Se è carente il primo sintomo è il blocco della crescita delle radici.

ZINCO

La mancanza di zinco provoca un alterazione ai margini della foglia, clorosi delle nervature e la produzione di rami corti. Esso infatti riduce l'allungamento degli internodi, in quanto inibisce la sintesi dell'auxina, con un'azione diversa da quella dei brachizzanti consueti, che invece agiscono limitando gli effetti delle gibberelline. Quindi si può dire che lo zinco agisce molto precocemente, quando il germoglio è ancora nella fase di allungamento per distensione cellulare, bloccando la crescita della pianta.

RAME

La carenza di rame provoca l'alterazione del colore delle foglie giovani, dando loro una struttura contorta, come accartocciata.
In senso lato un eccesso di concentrazione nelle soluzioni somministrate alle piante per via radicale può costituire un danno, nel senso che per la legge dell'osmosi viene invertita la direzione dell'acqua, che invece di passare dal terreno all'interno della cellula viene portata via dalla cellula con disidratazione e conseguente morte dei peli radicali. Poiché questi sono la parte più funzionale ma anche la più vulnerabile delle radici, bisogna essere estremamente cauti e controllare che la concentrazione della fertilizzazione non superi mai il limite ottimale, che è attorno all'1 – 1,5 per mille.

 

Luigi